Quanto dura un impianto dentale? Scopri tutto quello che c’è da sapere
02/05/2025Una paziente di 42 anni si è rivolta a noi per sostituire vecchi restauri in composito e migliorare l’estetica del sorriso. Grazie a un approccio minimamente invasivo con composite bonding diretto, abbiamo ridotto i diastemi del settore anteriore superiore e inferiore, mantenendo un aspetto naturale e armonico.
Introduzione
La presenza di diastemi nel settore anteriore rappresenta una condizione frequente che può compromettere significativamente l’estetica del sorriso e l’autostima del paziente. Le opzioni terapeutiche includono approcci ortodontici, restauri indiretti (faccette in ceramica) e restauri diretti in resina composita. Il composite bonding diretto rappresenta una soluzione minimamente invasiva, economicamente vantaggiosa e rapida, ma richiede un’accurata pianificazione e un’elevata competenza operatore-dipendente per garantire risultati estetici e funzionali prevedibili.
Il presente case report descrive la sostituzione di vecchi restauri in composito e la riabilitazione estetica del settore frontale superiore e inferiore mediante tecnica diretta in resina composita nanoibrida.
Descrizione del caso
Paziente internazionale, sesso femminile, 42 anni, si presenta in Albania per una permanenza di tre giorni con richiesta di sostituzione di precedenti composite bonding a carico dei due incisivi centrali superiori e del settore intercanino inferiore.
La necessità estetica che aveva motivato il primo trattamento era legata alla chiusura/riduzione di estesi diastemi nel settore frontale. In fase di consultazione iniziale la paziente è stata informata sulle diverse opzioni terapeutiche:
- Faccette indirette in zirconia o disilicato di litio
- Terapia ortodontica
- Composite bonding diretto
Sono stati discussi vantaggi e limiti del composite bonding, in particolare:
- Vantaggi: approccio minimamente invasivo, conservazione quasi totale della struttura dentale, costi contenuti, rapidità di esecuzione.
- Svantaggi: resa estetica limitata rispetto alle ceramiche, maggiore dipendenza dall’operatore, possibile instabilità cromatica nel tempo e resistenza meccanica inferiore rispetto ai restauri indiretti.
È stato inoltre spiegato che la riduzione dei diastemi avrebbe comportato inevitabilmente un aumento della dimensione mesio-distale degli elementi coinvolti. Dopo valutazione dei pro e contro, la paziente ha scelto consapevolmente di procedere con il trattamento pianificato.
Fase diagnostica
Nel primo pomeriggio del giorno di arrivo sono stati raccolti i dati anamnestici e realizzata un’ortopantomografia digitale di controllo. Sono stati eseguiti record fotografici iniziali (Figura 1) e rimossi i vecchi restauri in composito.

Figura 1 Situazione iniziale prima della rimozione dei vecchi restauri in composito.
Successivamente sono state scattate fotografie dei denti naturali privi di restauri (Figura 2) e prese impronte di precisione delle due arcate mediante polivinil silossano con tecnica della doppia impronta (putty + light body).

Figura 2 Denti naturali dopo la rimozione dei vecchi restauri in composito.
Le impronte sono state inviate al laboratorio odontotecnico The Lab Perfect Dent Tirana per la realizzazione dei modelli e di un wax-up digitale basato sulle esigenze estetiche della paziente. In accordo con quest’ultima, si è stabilito di non chiudere completamente tutti gli spazi, ma di ricercare un compromesso tra riduzione dei diastemi e mantenimento di proporzioni dentali naturali.
La paziente ha richiesto un risultato dall’aspetto naturale senza modifica del colore di partenza dei denti.
Fase pre-operativa
In attesa del wax-up, nella mattina del secondo giorno è stata eseguita una seduta di igiene orale professionale completa, seguita da stripping interprossimale e polishing accurato del settore frontale, al fine di eliminare macchie e discromie superficiali.
Considerata la soddisfazione della paziente per l’aspetto cromatico ottenuto, si è deciso di non procedere con sbiancamento professionale.
Pianificazione e guida estetica
Dopo visione del wax-up diagnostico (Figura 3), la paziente ha approvato il progetto che prevedeva composite bonding sugli elementi: 11, 21, 43, 42, 41, 31, 32.
Il laboratorio ha quindi realizzato due guide in silicone opaco (arcata superiore e inferiore) per trasferire in modo fedele le forme pianificate.

Figura 3 Wax Up diagnostico digitale.
Fase operativa
Nel pomeriggio del secondo giorno è stato eseguito il restauro diretto con resina composita nanoibrida (Olident Olirevo) sulle:
- superfici vestibolo-mesiali di 11 e 21
- superfici disto-mesiali e vestibolari di 43, 42, 41, 31, 32
Le guide in silicone hanno permesso di riprodurre con precisione le dimensioni e i contorni del wax-up.
È stato applicato:
- uno strato interprossimale opaco OA2 per il controllo della trasmissione della luce
- uno strato superficiale A2 traslucente per migliorare l’integrazione estetica
Le ricostruzioni sono state rifinite, lucidate, messe in occlusione e funzionalizzate mediante dischi abrasivi a grana decrescente e frese diamantate tipo football anello giallo.
Successivamente sono stati liberati i margini gengivali dai sovracontorni in composito con frese a lama anello rosso, rispettando i tessuti molli e garantendo il corretto passaggio del filo interdentale.
Rifinitura finale e follow-up immediato
Nella mattina del terzo giorno è stata effettuata una seconda rifinitura con controllo delle superfici linguali e palatali e dell’interfaccia dente-composito, eliminando eventuali gradini, irregolarità e spigoli vivi fino ad ottenere superfici lisce e uniformi.
Sono state scattate fotografie post-operatorie (Figura 4) e fornite alla paziente istruzioni dettagliate di mantenimento domiciliare, comprendenti tecniche di spazzolamento e utilizzo del filo interdentale.

Figura 4 Risultato finale.
Risultati e conclusioni
Il trattamento ha consentito una significativa riduzione dei diastemi, migliorando l’armonia del sorriso (Figura 5) e mantenendo un aspetto naturale in accordo con le richieste della paziente.
La paziente ha espresso elevata soddisfazione per il risultato estetico e funzionale.
Questo caso conferma come il composite bonding diretto, se correttamente pianificato e realizzato, rappresenti una valida opzione minimamente invasiva per la gestione estetica dei diastemi nel settore anteriore.


Figura 5 A sinistra il sorriso prima del trattamento. A destra il risultato estetico finale.
